Le prime pedalate

Luigi nasce in Calabria il 17 giugno del 1955 e viene in Romagna 18 mesi dopo. Da ragazzino il calcio attira il suo interesse, ma non ha “i piedi buoni”. Lo si apprezza però in quelle attività sportive nelle quali la resistenza e la caparbietà sono fondamentali. Mette in mostra, ad esempio, quelle doti nella corsa campestre.

Alla corsa a piedi, nel maggio del 1969, si affianca un’altra pratica di fondo: la bicicletta. E’ amore a prima vista ed i ricordi di quel tempo sono  e rimarranno indelebili.  Ai Giochi della Gioventù di quell’anno è legato un episodio dolce­-amaro. Il ragazzino Luigi, in sella alla sua bicicletta si trova in  testa insieme al caro amico Mauro Amadori (citazione doverosa) a cui viene concessa l’opportunità di giungere all’arrivo nella condizione ideale per spuntarla e  così puntualmente avviene. Luigi scarrozza il compagno di gioco e di vita sino al traguardo per poi farsi sfuggire la vittoria. Ingenuità tipica dell’età ancora acerba o  accadimento di chi si mette in gioco senza calcoli?

La passione per le due ruote sembra aver preso la piega giusta e così per qualche tempo prosegue  in questa pratica agonistica, senonchè lo stomaco sfoga una gastrite inattesa che il Medico di famiglia etichetta come un malessere riconducibile allo sforzo. Quel “E’ certamente colpa della bici” allerta i genitori che impongono lo stop con una sentenza senza appello: “Hai sentito il Dottore….. se smetti la bici il mal di stomaco passerà”. Con ogni probabilità questa proibizione alimenta la voglia di Luigi d’andare in bicicletta. Risultato tipico di ogni proibizionismo.

Comunque, imposto il passo indietro, Luigi ripensa al pallone. Nel 1971 va a giocare nell’Edera di San Martino, un ritorno al passato che non porta grosse soddisfazioni.

Nel contempo il lavoro lo costringe ad uno sconfinamento in quel di Ravenna, che rende difficile ogni forma di attività fisica. E’ questa una fase della sua vita piena di avvenimenti e di significati: in rapida successione si trova dinnanzi all’Altare (Settembre ‘75), chiamato alle Armi due settimane dopo il fatidico si,  Padre  della primogenita Erika nel marzo del ‘76.