I raduni della ciambella

L’anno successivo Luigi è di ritorno a Forlì, lascia Ravenna per approdare alla Bartoletti, che ha al suo interno un CRAL. Tra le varie attività di tempo libero praticate in azienda vi è, guarda caso, il ciclismo.

Riprende in mano una VICINI arancione che per quattro anni (1977-1982) sarà la fedele compagna delle passeggiate domenicali, in quelli che ancora oggi vengono definiti i raduni della ciambella, vere e proprie scampagnate in sella alla bici, senza particolari ambizioni.

Nel 1982, vede la luce il suo secondo figlio, un maschietto di nome Gianluca e si profila una svolta lavorativa che lo fa approdare in CNA,  un passaggio che lo costringe temporaneamente a separarsi dalla bici.

Come in un  vuoto di sceneggiatura si arriva al 1995 quando lo si vede di nuovo in sella alla sua bicicletta. Merito del figlio Gianlucache, chiedendo in prestito la vecchia Vicini arancione, riaccende l’emozione: nasce e cresce in Gianluca la voglia di pedalare, si riaccende in Luigi la voglia mai sopita. L’occasione di condividere quella passione è un nuovo stimolo al quale non resiste.
Gli effetti collaterali dell’abbandono della bici erano evidenti. Il peso incontrollabile, 85/90 Kg per un’altezza di 1,67, valori del sangue allarmanti, il vizio sfrenato per il fumo soddisfatto da 40 Marlboro quotidiane, pessime abitudini che la bici riesce a modificare.